scritto da paolacon il 12 01 2018

Franco Muzzioli ha trovato un modo carino per farci gli auguri di un Buon Anno,  soprattutto sereno, con queste piccole considerazioni.
Vi ricordo che gli auguri per un anno buono, luminoso, sorridente, tranquillo e costruttivo non si limitano al 1° Gennaio, ma sono estesi a tutto il mese.

 

Piccole considerazioni !   Buon Anno!   Franco

 

Le cose attorno

Non so se a voi è capitato di restare per un po’ nei vostri pensieri, soli, in una stanza che sentite vostra, con gli oggetti di sempre, nel silenzio, con la mente che cerca di fare il vuoto e amalgamarsi con le cose che si hanno intorno, per cercare di andare oltre alle vicissitudini quotidiane  e afferrare quella staticità che può apparire priva di tempo.

Solo il respiro e il pensiero e ragionare di quando non ci saremo più e queste cose,  questi oggetti, questi quadri saranno ancora lì, o saranno in altro luogo ma porteranno  ugualmente qualcosa di noi.

Una specie di carica affettiva, di aura che li pervade, soprattutto in questi momenti di introspezione  e di empatia.

Sentire di essere vincolati anche al mondo inanimato che ti appartiene.

Il tuo mondo intorno, che normalmente non approfondisci o cogli distrattamente preso dalle abitudini quotidiane, quelle cose, quegli oggetti che in qualche modo hanno scandito la tua vita, ne portano i ricordi, gli affetti, ed un intimo piacere.

Penso che nella consapevolezza di essere tra le cose che amiamo si possa pensare ad un Anno Buono…

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scritto da paolacon il 31 12 2017

 

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Auguro un sereno Capodanno a tutti
Buon 2018

 

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scritto da paolacon il 24 12 2017
 dipinto di Albert Chevallier Tayler del 1911

dipinto di Albert Chevallier Tayler del 1911

A Natale non importa cosa trovi sotto l’albero, ma chi trovi intorno.  (Stephen Littleword)

Xaria di Natale

 

scritto da paolacon il 22 12 2017

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Buon Natale!

Domani è la Vigilia di Natale e l’anziana signora sta tentando con fatica di aprire un cassonetto dei rifiuti …”Chissà se c’è qualcosa che posso mangiare ?” Disse tra sé.
Appena riuscì ad aprire il coperchio vide un musetto vispo che la guardava ” Che cosa vuoi nella mia dispensa ? ” Disse il topolino con aria severa.
“Scusa, ma oggi non ho mangiato e speravo di trovare qualche cosa…sai …siamo già alla fine del mese e mi è rimasto poco della mia misera pensione”.

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L’animaletto uscì guardando con dolcezza la vecchietta . “Qui dentro non c’è nulla che ti possa interessare se non sei un topo, ma dietro a quel muro c’è il magazzino di un pasticcere, a noi topi i dolci non piacciono molto, preferiamo le prelibatezze che ci sono qua dentro “.
“Un pasticcere , che meraviglia, quanto desidererei un panettone , sono anni che non ne mangio “.
Il topo si drizzò sulle zampette e lanciò uno squittio e quasi immediatamente sbucarono nove topini venuti un po’ da tutte le parti.
“Ragazzi dobbiamo andare a prendere un panettone per la signora”
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Non passò neppure un secondo e tutti erano spariti dentro ad una finestrella all’altezza della strada e che dava sul magazzino.
Passarono alcuni minuti e i topini ritornarono con un bel panettone incartato con stagnola dorata e un bel fiocco viola e lo porsero all’anziana signora che non credeva ai suoi occhi dallo stupore.
“Ma…ma lo avete rubato …questo costa soldi , capite?”
Il topo disse ” Se è il male di questo noi abbiamo delle monetine che troviamo per terra ” Diede così un ordine e dopo poco tutti apparvero con un soldino in bocca che andarono a depositare dentro la finestrella del pasticcere.
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“Tutto è a posto, tu hai il panettone, il pasticcere le monetine, ora lasciaci lavorare prima che arrivino altri topi a ripulire il cassonetto”.
La vecchietta incredula strinse il panettone tra le braccia , ringraziò confusa e si avviò verso casa.
La Vigilia è arrivata , la notte è dolce e poco lontano dal cassonetto nel seminterrato di un vecchio palazzone c’è una finestra con gli scuri aperti e dentro la luce è accesa.
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L’anziana signora seduta alla sua povera tavola mangia felice il panettone, sul davanzale vi sono allineati dieci topolini sorridenti che la guardano felici.

Buon Natale !

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scritto da paolacon il 21 12 2017
Francisco José de Goya y Lucientes / 30 marzo 1746-16 aprile 1828

Francisco José de Goya y Lucientes / 30 marzo 1746-16 aprile 1828

ll 21 dicembre arriva il momento del solstizio d’inverno. E’ il giorno più corto dell’anno e l’inizio dell’inverno astronomico. La parola “inverno” deriva dal latino hibernum, ovvero “invernale”, che ha origine dalla radice sanscrita himas, ovvero “freddo, neve”.

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Mi sono affezionata all’inverno perchè sento che è vero, non come l’estate che vola via e sembra così divertente e allegra ma non lo è, perchè il sole è sempre di corsa e lascia tutti con l’amaro in bocca. L’inverno non pretende di confortare, ma in fin dei conti sento che è consolante, perchè una si raggomitola su se stessa e si protegge e osserva e riflette, e credo che soltanto in questa stagione si possa pensare per davvero.
(Marcela Serrano)

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Languore d’inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento.
(Matsuo Basho)
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Una Santa di origini siracusane e una canzone napoletana, sono state esportate in Scandinavia e adottate, per una festa che celebra il solstizio d’inverno.

Santa Lucia è una santa italiana festeggiata più in Svezia che in Italia il 13 dicembre.

La leggenda racconta che Santa Lucia sarebbe nata in una ricca famiglia a Siracusa, si sarebbe convertita al cristianesimo di nascosto e avrebbe portato del cibo ai cristiani perseguitati, passando attraverso un tunnel oscuro. Per illuminarsi, sembra che portasse una corona di candele sulla testa. In seguito Lucia avrebbe rifiutato di sposarsi con un ricco pagano che, per vendicarsi, l’avrebbe denunciata al governatore romano; da qui il martirio nel 304.
Le furono strappati gli occhi, in spregio al suo nome (Lucia Lux Luce), e da questo a divenire la santa protettrice della vista il passo è stato breve.
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Nei paesi scandinavi, dove le notti sono tanto lunghe, la santa è stata adottata, proprio il 13 dicembre che, secondo l’antico calendario, corrispondeva al solstizio d’inverno, cioè  il giorno più corto dell’anno. Poi le giornate riprendono il loro cammino verso la luce.

<Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia> recita uno dei proverbi della saggezza popolare italiana.

Santa Lucia è avvicinata alle antiche «feste della luce» che da tempi immemorabili le civiltà del Nord celebravano al solstizio d’inverno: quando sembra che il sole voglia lasciare la terra al buio e al gelo.

Lucia è splendente per vincere il buio, vestita di bianco e con una corona di sette candeline accese in testa.

In Scandinavia, tutti gli anni è rappresentata così ed è un giorno di grande festa.
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Vengono preparati dolci speciali allo zenzero e alla cannella, le ragazze della casa portano la colazione a letto ai genitori, si fanno cortei di ragazze e ragazzi, vestiti di bianco e recanti doni, in tutte le città, viene cantata la tradizionale canzone Santa Lucia”, ma soprattutto viene scelta la “Lucia”, la ragazza che verrà incoronata come tale a Stoccolma, addirittura dal premio Nobel per la letteratura.

 

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Durante la notte, il cuore diventa pesante
In campagna e in città,
Appena il sole se ne va,
Le ombre si allungano.
Allora nella nostra notte più scura
Viene la sua luce più brillante
Santa Lucia Santa Lucia
Vestita di bianco
La luce nei capelli
Santa Lucia Santa Lucia
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scritto da paolacon il 9 12 2017

17 è la terra che nutre l'uomo

E’ la terra che nutre l’uomo, non l’industria. Nemmeno la scuola fu attenta a questo problema. Anzi, lo ignorò completamente. Continuò a insegnare tecnologie di ogni tipo, l’uso di computer e altri marchingegni. Insegnò a fare ponti, strade, palazzi, città, automobili e via di questo passo. Insegnò tutte le lingue del pianeta tranne quella della terra, che da tempo mandava avvertimenti. Erano grida d’allarme. La terra domandava attenzione, avvertiva l’uomo che stava camminando su un sentiero sbagliato. E pericoloso. Ma quello non ascoltava, continuava a produrre cianfrusaglie, molte del tutto superflue. Continuava ad avanzare verso il baratro, finché lo raggiunse.
Mauro Corona- La fine del mondo storto
Imm dal web

Jean Millet Le spigolatrici

Jean Millet – Le spigolatrici

Jean Millet L'Angelus

Jean Millet – L’Angelus

scritto da paolacon il 5 12 2017

15 Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

(Charles Baudelaire-Parigi, 1821 – 1867  poeta, scrittore, critico letterario, critico d’arte francese )

La lettura è il viaggio di chi non può prendere il treno

(Francis de Croisset 1877 – 1937 drammaturgo, librettista e scrittore francese)

scritto da paolacon il 3 12 2017

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La cosa piu’ deliziosa non e’ non avere nulla da fare.

E’ avere qualcosa da fare e non farla.

(Marcel AchardSainte-Foy-lès-Lyon, 5 luglio 1899 – Parigi, 4 settembre 1974
scrittore e drammaturgo francese) 

scritto da paolacon il 1 12 2017

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Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.

(Proverbio cinese)

 

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Adoro pescare. Metti la lenza in acqua e non sai cosa c’è dall’altra parte. La tua immaginazione è tutta là sotto.
(Robert Altman)

 

scritto da paolacon il 28 11 2017

 

François Chauveau, (Paris: 10/ 05/ 1613 - 3/ 02/ 1676), disegnatore, incisore, pittore francese.

François Chauveau, (Paris: 10/ 05/ 1613 – 3/ 02/ 1676), disegnatore, incisore, pittore francese.

Un lupo ed un agnello, spinti dalla sete, erano giunti allo stesso ruscello.

Più in alto si fermò il lupo, molto più in basso si mise l’agnello.

Allora quel furfante, spinto dalla sua sfrenata golosità, cercò un pretesto per litigare.

“Perché”, disse, “intorbidi l’acqua che sto bevendo?”

Pieno di timore l’agnello rispose:

“Scusa, come posso fare ciò che tu mi rimproveri? Io bevo l’acqua che passa prima da te”.

E quello, sconfitto dall’evidenza del fatto, disse:

“Sei mesi fa hai parlato male di me”.

E l’agnello ribatté:

“Ma se ancora non ero nato!”

“Allora fu tuo padre a parlare male di me”, disse il lupo.

E subito gli saltò addosso e in quattro e quattr’otto lo divorò.

La favola mostra che non c’è possibilità per un debole di difendersi contro un potente che si propone di fargli torto. Fedro

Gaio Giulio Fedro (20/15 a.C. circa – 51ca.) è stato uno scrittore romano, autore di celebri favole, attivo nel I secolo avanti Cristo.

 

scritto da paolacon il 27 11 2017

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Antonietta: “E mo’ perché ridete?”
Gabriele: “Perché la vita è fatta di tanti momenti diversi, e ogni tanto arriva anche il momento di ridere, così all’improvviso, come uno starnuto… a lei non capita mai?

 

Gabriele (Marcello Mastroianni) e Antonietta Tiberi (Sophia Loren) 
da “Una giornata particolare” film di Ettore Scola del 1977
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giornata particolare 1
“Piangere si può fare anche da soli, ma ridere bisogna farlo in due.” 

Marcello Mastroianni – (Gabriele da: “una giornata particolare”)

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 27 Non lasciarti distruggere.

 

 Non lasciarti distruggere
Aggiungi nuove pietre
E costruisci nuove poesie 

 

(Ana Lins dos Guimarães 1889-1985 conosciuta con lo pseudonimo di Cora Coralina, poetessa e scrittrice brasiliana, considerata una delle più grandi scrittrici brasiliane del XX secolo)

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Sì, sto proprio parlando di lui: Sua maestà il gatto.
Mi chiamo Leone, padrone di me stesso e ultimo nella schiera degli animali domestici a stringere amicizia.
Sono un poco magico, anche selvaggio quando voglio, tenero con le persone che amo, mi piace camminare sul tetto di casa mia. Sempre pronto a tirare fuori l’artigli.
State proprio a parlare di me?, sono sua eccellenza il gatto. Giocare con la mia amica Molli è molto divertente anche se ci scappa qualche litigio. Mi piace vivere con l’uomo visto la mia utilità, un avvicinamento avvenuto per amicizia, e con un forte interesse per fare la caccia al topo. Con affetto e simpatia Leone il gatto arancione di casa di amici.   Guglielmo 

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scritto da paolacon il 22 11 2017
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San Francesco predica agli uccelli – Giotto 1267 – 1337 (basilica di San Francesco Assisi)

Se tu parli agli animali loro anche ti parleranno, così vi conoscerete. Se non parli agli animali, non li conoscerai mai. E ciò che non conosci lo temerai sempre. Ciò che si teme, si distrugge.
(Proverbio indiano)